Il Tiglio | Centro Veneto del Mobile
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Dopo aver analizzato le caratteristiche del rovere e del noce approfondiamo oggi, con la nostra rubrica sull’artigianalità, le peculiarità di un altro tipo di legno utilizzato dai nostri artigiani per la realizzazione di complementi di arredo: il tiglio.

Si presenta con dimensioni rilevanti con l’ altezza che può raggiungere addirittura i quaranta metri ed il tronco ha un diametro notevole.

Esistono molteplici tipologie di questa pianta, la classificazione è complessa e vi sono diverse “filosofie” di pensiero tra i botanici; si ipotizza che ci siano da una ventina ad una settantina di specie di tiglio.
Impossibile quindi classificare con precisione, tratteremo solo le tipologie che ci riguardano più da vicino.

In Italia ci sono il tiglio nostrano ed il tiglio selvatico, che crescono naturalmente ma abbiamo anche il tiglio americano che viene, però, coltivato ed ha un utilizzo prettamente ornamentale.
Le caratteristiche base sono comuni a tutti i tipi di questa pianta.
Oltre all’altezza ed alla longevità, la duttilità è la qualità migliore del tiglio: è posizionato nei parchi e nelle ville a scopo ornamentale; imponente ed elegante, con la corteccia ed altre parti della pianta si possono creare dei decotti rilassanti che allevino ansia e disturbi psicosomatici ma anche per problemi circolatori ed epatici.
Ma il tiglio è utilizzato anche per la realizzazione dei complementi di arredo specialmente da interni: la grande porosità del legno non lo rende ideale per gli esterni.
Si presenta di colore bianco con venature rosa, è particolarmente semplice da intagliare in quanto è di consistenza morbida ma non è una caratteristica solo positiva; infatti, per lavorarlo, è necessaria una grande abilità e manualità, doti che ogni maestro artigiano del Centro Veneto del Mobile possiede.

Nel Belpaese abbiamo tante curiosità e storie legate al tiglio: in un piccolo paese piemontese la leggenda popolare dice che sia stato piantato nel tredicesimo secolo mentre degli esperti botanici “sfatano” questo mito affermando che, al massimo, risale al 1400.

Chiunque abbia ragione una cosa è certa: questo albero ne ha viste parecchie!
 

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